Riflessione di un ignorante 

Come si può credere in una politica che si è dimenticata per chi sta lavorando, come si può credere in persone che non hanno la minima idea di quella che è la realtà? Credere in persone che si sono create la loro nicchia di paradiso con stipendi da re e non hanno la minima idea di cosa significhi davvero povertà?

Quando arriva il momento di votare, quando arriva quel momento in cui devi porti quella domanda. “Per chi voto? Quale in questo momento, tra i partiti in gioco, mi rappresenta di più?”

La nostra politica e quella di tutto il resto del mondo, si è ammalata. La sua malattia ha un nome tanto semplice quando grave, ignoranza, di quelle peggiori. 

La politica di oggi sembra ignorare che demo – crazia significa potere del popolo e si è, potrei ormai dire, da decenni, sostituita al popolo. 

É diventato ormai il solito show, tu voti me e io mi impegno a fare questo, quello e quell’altro. Le solite frasi di circostanza per creare fiducia, una fiducia che puntualmente viene tradita. O, per la non reale onestà della persona o, per la troppo grande dimensione di promesse fatte ma che non possono essere, realisticamente, mantenute.

Sono tutti concentrati in giochi di potere interni, non per cercare di risolvere quello che non và, ma semplicemente per prevalere sui rivali, avere ragione su tutto e tutti, come bambini viziati. 

Come posso, io cittadino che viene chiamato al proprio dovere. Votare. Come posso compiere questo gesto con una tale leggerezza, costretto da una barriera mentale messa sottoforma di frase: meglio votare per il miglior partito che non votare e lasciare che il peggior partito vinca. In ogni caso, qualunque partito vinca, non farà nessuna differenza, alla fine continueranno a litigare tra loro e non penseranno minimamente alla gente. Questo è solo un modo per alleggerire la nostra coscienza, per sentirci in pace con noi stessi, ma non è la soluzione al problema che, a causa di questo comportamento, si è ingigantito sempre di più, fino a diventare, oggi, il sipario di un teatro, dove gli attori ormai non recitano più. Non ne hanno più bisogno.

La politica, oggi, sembra ignorare le reali problematiche dei cittadini, della giustizia, della libertà e delle necessità che tutti, sottolineo tutti, hanno. Non essendo riuscita a liberarsi di un tarlo chiamato religone, la quale crea inutili regole che anche chi non “crede”, deve seguire per il semplice motivo di dover rispettare una legge, creando uno stato di incatenamento psicologico, in cui una stretta cerchia di persone bigotte, pensa di poter decidere quali decisioni le persone devono prendere, quali gusti sessuali devono avere, se possono oppure no porre fine alla propria vita per qualunque motivazione possano avere. Dove è finito il credo “libero stato, libera chiesa”?

In conclusione, l’unica soluzione che si può adottare per cambiare lo status quo, sarebbe quella di boicottare il voto, ma non in cento, non in mille, non in milioni. TUTTI. Per far capire che c’è un malessere, qualcosa che non va. Purtroppo però siamo esseri umani, siamo egoisti per natura e quando qualcosa non ci tocca, non ci importa molto, guardiamo la situazione da lontano, ci dispiace ma, non possiamo farci molto e ci auto convinciamo che il mondo va così.

Col pessimismo nel cuore devo rassegnarmi a vivere con la coscienza sporca.

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“If there’s something contradictory about being a white supremacist and loving America, the people who chanted U-S-A while Donald Trump insulted Muslims and Mexicans haven’t gotten that memo.”

via The Uses of Patriotism — Discover

Piccola presentazione

Scrivere non è facile ma è liberatorio. Non sono uno scrittore, anche se mi piacerebbe e sicuramente commetto errori di punteggiatura se non peggio. Lo stesso però mi piace scrivere e scriverò. Scriverò di tutto quello che mi passa per la mente, dalle problematiche di questo mondo agli errori commessi in passato e quelli che verranno commessi in futuro.
Farò una cosa che in pochi fanno: mi chiederò il perché delle cose e dopo averlo scoperto lo condividerò, così, per il gusto di farlo. Mi piacerebbe potermi confrontare con diversi punti di vista e magari perché no, fa parte del mestiere, prendermi qualche insulto, crearmi la mia rete di haters che significherebbe essere sulla strada giusta. Questo sono io, scopritemi poco a poco.
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